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Il Kayak da mare (Sea kayak) e la sua cultura... a Torino

Corsi e... » Sicurezza in kayak da mare - Safety Always

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Sicurezza in kayak da mare - Safety Always

  

L’ esperienza come sempre è l’esperienza... 

Organizziamo Seminaio specifico

 

La sicurezza inizia dalla visita medico sportiva come previsto dalla normativa ministeriale che ogni sportivo serio dovrebbe fare per una sua serenità personale e senso di responsabilità verso la comunità.

Noi come gruppo dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia crediamo che la sicurezza nasca prima di uscire in mare. Se si porta un gruppo lungo un tragitto che prevede una distanza dalla costa oltre il miglio nautico, o superiore alla distanza prevista dall’ordinanza locale è bene avvisare la Capitaneria di Porto Guardia Costiera locale e chiedere l’autorizzazione presentando un report come quello sotto riportato, modificandolo a seconda delle esigenze del momento.

 

 PREPARAZIONE USCITA

 

DIVERSI SEGNALI DI SOCCORSO (mare e montagna)

 

 

Se avete la pazienza di scorrere la pagina, troverete informazioni utili come ad esempio:

- a)  Leggi di mare

che riguardano i kayaker marini;

- b)  VHF del GPS, la tecnologia moderna per migliorare la sicurezza in mare;

- c) Meteo

- d) Traino del compagno o compagna d’ uscita in difficoltà;

- e) Strumenti e accessori  da portare nelle uscite;

- f)  L’inverno in kayak.



- Trasformare miglia nautiche in Km = 10 mg x 2 = 20 miglia – 10% = 18 chilometri - o moltiplica per 1.85

- Trasformare Km in miglia nautiche = 18 km : 2  = 09 miglia + 10% = 09.9 miglia

Vivere delle gite, tour, governando in sicurezza. La sicurezza parte dal nostro atteggiamento saggio di non intraprendere azioni che sono a di sopra delle nostre capacità sia tecniche che fisiche. Conoscere i propri limiti è la base della sicurezza. Un sugegrimento visitate e iscrivetevi nella news letter di

Navigare Informati a cura della Guardia Costiera, suggerimenti utili e continui aggiornamenti.

Una parola per l’amato kayak da mare a meno che il vostro interesse sia solamente fluviale e con tratte di breve percorrenza:
- contrariamente a ciò che si pensa con un marino si naviga anche sui fiumi, dal letto largo, con presenza di corrente, ovviamente da non andare su percorsi torrentizi;
- sui laghi, che a volte per i venti di valle si mostrano impegnativi come il mare;
- ci sono dei grandi vantaggi a navigare su una barca inaffondabile con la possibilità di stipare di tutto, cibo, vestiti di ricambio, kit pronto soccorso, libri, lampade stagne, batterie ricambio, tenda; fare del campeggio nautico, una pratica adatta a ragazzi, adulti anziani e diversamente abili.

 


 

1 ) LA SICUREZZA è prioritaria: fare attenzione a dove dirigiamo la nostra prua indipendentemente da dove pagaiamo. Indossiamo il paraspruzzi e il giubbotto di salvataggio (almeno 50 Newton) sempre. L’aiuto al galleggiamento, questa è la corretta denominazione, non deve essere pensato solo per se stessi, ma anche nel caso sfortunato che occorre sostenere un altra persona in acqua, o peggio se siamo entrambi caduti in acqua.

La normativa attuale parlando di "dotazioni minime da tenere a bordo", ciò svia l’obbligo di indossarlo, perchè il kayak da mare non è riconosciuto come natante come le moto d’acqua, il wind surf o lo skit sur. Qundi posso tenere nel pozzettto del kayak o sotto gli elastici sul ponte il giubotto ben piegato. Auspico che le competenti Autorità prima o poi riconoscano il kayak da mare e rendano obbligatorio l’utilizzo dell’aiuto al galleggiamento, cosa che peraltro i fluviali fanno già da tempo.

Spesso si dice: "Ma sul Po piatto a che serve" ciò evidenzia che le scuole, i corsi non sentono il problema: ribaltarsi e sbattere con la testa su una pietra o oggetto immerso contundente e perdere i sensi, uscire con la corrente e trovarsi con un crampo o un inizio di ipotermia, insomma ci sono molti motivi per considerare il giubotto parte integrante dell’abbigliamento da kaykaer.

Leggiamo questo rapido  

prontuario del decano Arnaldo Bonazzi)

2) Una priorità per noi è il rispetto per l’ avifauna che ci circonda e l’ ambiente: quando ad esempio sbarchiamo in una spiaggia facciamo in modo di non lasciare traccia del nostro passaggio. Se in mare vediamo un bel sacchetto di plastica galleggiare con un poco di pazienza lo raccogliamo... credo che sia chiaro il messaggio. Occorre non alimentare le voci che screditano i kayaker come coloro che sono incivili, che sporcano dove passano. Andando via lasciamo pulito e magari togliamo via ciò che altri hanno lasciato.

Per noi torinesi con le barche lungo il Po, nel tratto cittadino, o in parco naturale o area protetta, ad esempio, non avviciniamoci alla mamma Germano Reale con i suoi piccoli... mentre ci mostriamo teneri con loro, loro si spaventato. C’è la tentazione di avvicinarsi all ’Airone cenerino o al gruppo di tartarughe che si prendono il sole, ma un bel binocolo ci permette di osservare a debita distanza questi esseri senza disturbarli. Periodicamente se non lo sai organizziamo la raccolta di materiale galleggiante, bottiglie, sacchetti, che l’ uomo lascia sul fiume, informati quando sarà la prossima raccolta il tuo contributo è prezioso. Raccogliere bottiglie, plastica ha una funzione di sensibilizzazione tra coloro che frequentano a vario titolo le sponde del fiume.

  

 

La Scala Douglas dello Stato del Mare. Stato del mare è la dicitura corretta, sbagliato dire: "mare forza". Questa tabella descrittiva è stata ideata dall’ammiraglio inglese H.P. Douglas nel 1917, quando era capo del Servizio Meteorologico della Marina Britannica. Oltre alle nove classi riportate in questa tabella, ne esiste un’ultima, corrispondente alla forza 9 (altezza significativa superiore a 14m), che indica condizioni di mare tempestoso. Il mare si agita anche per il vento


 

PREPARAZIONE USCITA

- Se decidete di uscire in mare per una gita di un giorno o più giorni è utile compilare il modulo di notizie utili per la ricerca e il soccorso (S.A.R.) il modulo è prodotto dalla Guardia Costiera. La versione qui presente è stata adattata per noi kayakers, la versione originale la potete scaricare dalla home page della Guardia Costiera

nel link "Mare Sicuro" dove trovate informazioni e consiglia bagnanti e diportisti in 5 lingue.

Mappe delle coste per pianificare uscite lunghe o di più giorni

 

- Prima di organizzare una uscita è bene leggere le disposizioni locali, specie se in parchi marini. La navigazione nelle acque interne piemontesi è regolamentata dalla normativa regionale


 

Sensi di marcia sul Po torinese


In ogni gita non c’è sempre un capo o un responsabile, ma solo delle persone che già conoscono la zona e che possono dare informazioni e suggerimenti. Chi si sente poco autonomo, individuerà e seguirà le persone con più esperienza. Diverso se si esce per un raduno o con una guida, in tal caso occorre seguire le indicazioni che verranno stabilite in un briefing.

La funzione delle persone di riferimento è di offrire un recapito per concordare con gli altri amici gli itinerari e le date e mettere insieme le informazioni base occorrenti (campeggi, basi di appoggio, ecc.) e organizzare la disponibilità o reperibilità di canoe - in affitto - e mezzi per trasportarle.

- Ognuno partecipa se ritiene di essere in grado di affrontare il percorso previsto. Resta responsabile di se stesso, libero di cambiare idea e programma, rispettando le regole di cortesia verso gli altri. Nel rispetto del gruppo è bene non assumere comportamenti da supermen o wonderwoman, o sfidare se stessi in imprese che possono turbare la quiete e lo stato emotivo del gruppo.

Se si esce in gruppo si rispettano i tempi (orari partenza, tempi di sosta) del gruppo e le rotte scelte, non ci si allontana, specialmente in laghi con traffico di natanti o nell ’attraversamento di canali di navigazione.

- In caso di comportamenti pericolosi o irresponsabili il gruppo non ha alcuna autorità od obbligo, ma si limita, se il caso, ad una segnalazione alle autorità competenti.

Durante le gite la partecipazione è a proprio rischio e pericolo. Una responsabilità civile di chi ha fornito le informazioni su punti di ritrovo e itinerari, o di qualsiasi partecipante ai raduni per danni di ogni tipo viene assolutamente esclusa. Ogni partecipante è informato che non esiste una funzione di guida né un controllore che sorveglia, sicuramente c’è la massima disponibilità ad aiutarsi a vicenda.

Se si partecipa a gite che prevedono campeggio nautico si eviteranno comportamenti che mettono in difficoltà il gruppo di fronte alle autorità di polizia o a terzi, come: tenere la tenda montata dopo l’ alzata del sole o installarla prima del tramonto (vietato); allontanarsi dalla costa se in mare e compiere traversate oltre la distanza consentita senza accordarsi con gli altri; accendere il fuoco dove è pericoloso o può creare problemi, lasciare le spiagge sporche, disturbare con musica o schiamazzi, ecc.

- Se si organizzano delle uscite è bene programmare i percorsi e stabilire approssimativamente quanto tempo occorre per arrivare a destinazione, seguono le operazioni classiche. Considerate che un GPS ci risolve tutto sapendo fin dall ’inizio la longitudine e latitudine del luogo di partenza e di arrivo.


 

a ) LE LEGGI DELLA STRADA

 

Risponda al rosso il rosso, al verde il verde, avanti pur, la nave non si perde 

Se alla sinistra il verde tu rilevi dritto alla via, chè manovrar non devi 

Se il verde mostri mentre il rosso vedi, accosta sulla dritta e il passo cedi 

Se raggiungi in tua rotta nave in mare sei tu che per passare dei manovare 

Se sulla rotta verde e rosso appare, mano al timone, a dritta tieni il mare

Le leggi che regolano il comportamento da assumere tra natanti sono conosciute come Le Leggi della Strada. Nell ’Idrografico e nel Reed’s Nautical Almanac si possono trovare i diritti e doveri de conduttori delle imbarcazioni. Il kayak rientra nella definizione di imbarcazione: ogni tipo di scafo usato come mezzo di locomozione o trasporto sull ’acqua.

 

- Diritti di una imbarcazione fuori dalle corsie di navigazione, passaggi segnalati e canali dragati.

 

Regola 2b, Responsabilità: tutte le imbarcazioni che dirigono verso di noi devono tener conto della limitazione del nostro scafo, quindi possono variare la propria rotta per evitare una collisione.

 

Regola 6a, Velocità di sicurezza: tutte le imbarcazioni che dirigono verso di noi devono mantenere una velocità di sicurezza per mantenere il controllo della rotta ed evitare una collisione.

 

Regola 7a, Rischio di collisione: tutte le imbarcazioni che dirigono verso di noi devono continuamente verfiicare se c’è o meno un rischio di collisione.

 

Regola 8 a-e. Azione da intraprendere per evitare una collisione: tutte le imbarcazioni che dirigono verso di noi devono evitare la collisione cambiando in modo chiaro la rotta in modo da rendere chiaro lo spostamento

 

Regola 14 b-c, Rotte di collisione frontale: una imbarcazione che dirige frontalmente verso di noi deve cambiare rotta verso la dritta, e lo stesso noi, in modo da incrociarsi con le mura a sinistra.

 

Regola 16, Azione da intraprendersi per una imbarcazione che dà precedenza: quando una imbarcazione ci sta doppiando deve passare a una distanza di sicurezza, è contro le Leggi sorpassarvi molto vicini.

 

- Obblighi come imbarcazione.

 

- Regola 2a, Responsabilità: Siete responsabili per tutto quanto accada in violazione delle Leggi, o per negligenza nell’ intraprendere qualsiasi precauzione richiesta nella buona pratica quotidiana di un marinaio; ovvero, non aver sentito il bollettino del mare prima di partire, non programmazione di vie di approdo in caso di peggioramento dello stato del mare o del vento, non tener conto delle caratteristiche dello scafo.

 

Regola 9 a-b-d-, canali dragati: quando è sicuro farlo, dovreste transitare mantenendovi il più possibile alla vostra destra. Non si deve intralciare la rotta delle imbarcazioni, ovvero costringerle a cambiare rotta. Nel canale piccole imbarcazioni come motoscafi o piccoli motoscafi non hanno diritti su di voi. Avete il diritto di navigare al centro del canale quando le onde riflesse dalla sponde rendono pericolosa la navigazione, ma prevale sempre la regola del non intralcio. In sostanza conviene aspettare il transito piuttosto che buttarsi in mezzo.

- Come pagaiare vicino al traffico commerciale.

 

a) è obbligatorio sapere se nella zona esiste o no una corsia di navigazione; sono ben segnate nelle carte nautiche.

b) è meglio navigare nell ’area immediatamente esterna alla corsia

c) quando occorre attraversare una corsia fatelo in modo perpendicolare in modo da transitare il più in fretta possible. Le navi hanno un ’area cieca a prua specialmente se il ponte anteriore è occupato da carico pari a circa due volte la lunghezza che separa i ponti di pilotaggio dalla prua. Il pilota potrebbe essere concentrato nell ’osservare il radar o degli schemi di traffico trasmessi via radio per accorgerci di noi.

d) se una nave ci vede in una posizione pericolosa suonerà la tromba ma manterrà la velocità e la rotta. Un suono lungo se prevede un pericolo cinque suoni rapidi se il pericolo è tangibile. Se ritenete di essere in una situazione pericolosa e la nave non suona vuol dire che non vi ha visti, darsela a gambe è la migliore soluzione invertendo anche la rotta.

 

- Metodo pratico di valutazione se ci sarà o meno collisione.

In tutto il mondo si usa un metodo standard: la misurazione delle variazione dell ’angolo polare... non vi spaventate vuol dire misurare l’ angolo che è compreso tra la vostra prua e quella dell ’altra imbarcazione. Prendete un riferimento costante verso cui pagaiare (la cima di un campanile, un albero, una casa ecc.) in modo da mantenere la rotta costante. Mantenete la velocità costante e iniziate a controllare l’ angolo tra voi e l’ altra imbarcazione. Stabilito un angolo valutate come varia nel tempo. Se l’ angolo tende a diminuire, l’ altro passerà davanti a voi, se l’ angolo aumenta, passerete davanti alla sua prua, se l’ angolo si mantiene costante siete su una rotta di collisione.

(fonte:Ass. Italiana Kayak da mare autunno 1994, di Sergio Cadoni pp.15-20)


 

- b) UTILITA’ DEL VHF

 

Per chi decidesse di fare del campeggio nautico o una uscita giornaliera lunga, uno strumento utile è il VHF “Very High Frequency” portatile. Vi informa sul meteo e avvisi ai naviganti e nel caso di problemi se il telefono mobile non avesse campo può aiutarvi col canale 16 a uscire fuori da una brutta situazione imprevista. Per noi kayaker il VHF è uno strumento in più per la sicurezza, non è richesto.

 

Il Decreto Legislativo 8 luglio 2005 n. 171 all’articolo 29 riporta la norma di utilizzo dell ’apparato ricetrasmittente di bordo. Consultate il link “apparati radio” del sito della Guardia Costiera.

Il VHF è obbligatorio per tutte le untà da diporto che navigano oltre le 6 miglia nautiche. Il comma 7 riporta che per effettuare il traffico di corrispondenza pubblica è necessario stipulare un contratto con le società concessionarie e corrispondere il relativo canone; se, invece, intende utilizzare l’ apparato radioelettrico di bordo ai soli fini di emergenza e per la sicurezza della navigazione non si è soggetti all’ obbligo di affidamento della gestione ad una società concessionaria. Inoltre, gli apparati con i quali è effettuato il servizio di corrispondenza pubblica, sono soggetti all ’obbligo di collaudo.

 
I migliori VHF in commercio si dice siano quelli della ICOM, per noi kayaker c’è un modello galleggiante IC-M33, funzionano su frequenze molto alte della gamma da 30 a 300 Mhz; le frequenze marittime lavorano sui 156 Mhz e 162 Mhz. Ad ogni canale corrispondono una o due frequenze. I canali simplex permettono la comunicazione tra VHF americani ed europei. I canali duplex sono usati in Europa e sono contraddistinti in quanto hanno due frequenze una frequenza è atta a ricevere e una a trasmettere.

 

Importante dire che occorre tenere l’ antenna posizionata verticalmente e di tenere l’ apparecchio lontano dal corpo per non assorbire meno energia e irradiare meglio il segnale.

I canali simplex sono: 6, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 17, 67, 68, 71, 72, 73, 74, 77.

 

Per le comunicazioni tra navi si usa il canale 6.

 

Per le comunicazione portuali il canale 12

 

Per le comunicazioni anticollisione il canale 11

 

Per il soccorso il canale 16. I canali 15 e 17 vengono utilizzati con una potenza di 1 watt per non creare disturbo al canale 16.


 

- c) METEO

 

Allor che il vento contro il sole gira, non ti fidar, perchè torna forte e spira 

 

Arcobaleno di sera, buon tempo spera, arcobaleno in mare, buon tempo vuol fare

 

 Arcobaleno di mattina marinaio all’erta

 

 Serata rossa e grigia mattinanata, indizi certi di bella giornata

 

 Cielo senza nuvole con pallide stelle, al marinaio dice tempesta

 Stelle ingrandite e luminose assai annuncian cambiamento ai marinai 

Stelle moltissime in ciel filanti, di vento e pioggia son segni parlanti 

Stelle troppo scintillanti, vento forte a te davanti 

Cielo rosso di mattina, brutto tempo si avvicina 

Il mare è come il veleno, una volta entrato nel sangue, non esce più

Nuvola vagante acqua non porta  

O pioggia o neve a mezzanotte avrai se a sera un cerchio alla luna avrai

Quando le nuvole ascendono dal mare non uscire dal porto 

Se lampeggia, ma più tuona, il vento vien da dove suona (da amicidellavela.it)

 

Il meteo affascina, se telefoniamo a un conoscente distante da dove viviamo chiederemo probabilmente "che tempo fa da te?" La meteorologia è una scienza complessa, un maestro di mare come Arlando Bonazzi ci introduce al meteo con piccoli passi

 

Ecco intanto alcuni esercizi simpatici:

 

Provate ad osservare la differenza tra il vento di superficie ed il vento in quota, ovvero tra il vento che sentite sul corpo e le nuvole.

 

Mettetevi le spalle al vento e guardate le nuvole:

 

Se queste si muovono da sinistra a destra il tempo tenderà a peggiorare nelle prossime ore (come regola in generale) ed una depressione passerà su di voi.

 

Se le nuvole arrivano dalla vostra destra il tempo dovrebbe migliorare nelle ore successive, perché la depressione è già passata. Se la direzione delle nuvole in quota è parallela a quella del vento di superficie non ci dovrebbero essere grossi cambiamenti del tempo nelle ore seguenti.

Le nuvole: riconoscere le nuvole è importante in quanto ad ogni tipologia corrisponde una previsione di massima e, se a loro, si aggiunge una strumentazione si riesce ad avere un previsione di massima. Se visitate il sito del Meteomania potete usufruire dei manuali per riconoscere le nuvole lo

stato del mare le scale Beufort e Douglas, la temperatura delle onde e tante altre cose come i migliori siti di metereologia.


 

d) KAYAKER IN DIFFICOLTA’

 

Andando per fiumi e per mare si creano a volte delle situazioni in cui è necessario trainare un compagno d’ uscita. 

 

Attrezzare il proprio kayak per dare assistenza è importante in quanto diversi possono essere i motivi per trainare un altro kayak. Spesso chi deve ricevere il traino opporrà una certa resistenza per la “figura” che si fa, ma d’altra parte rallentare l’intero gruppo non è la miglior scelta. Andiamo con ordine e vediamo:

 

a) motivi per cui è bene attrezzarsi:

 

- se con mare formato o con vento si è in difficoltà a mantenere la rotta, se il vento arriva contro, sulla murata di tre quarti, lo scarroccio può essere importante per la nostra pagaiata;

 

- se qualche compagno/a sono stanchi per arrivare fino all ’arrivo o rallentano il gruppo col pericolo di perderlo magari nel buio o nella nebbia;

 

- un mal di mare (chinetosi), lieve o grave tale da far perdere i sensi o simili richiederà che un altro componente del gruppo faccia zattera con lui e fornirgli assistenza, in questo caso anche l’ assistente non potrà pagaiare per cui entrambi dovranno essere trainati;

 

- un dolore muscolare, un taglio, la rottura della pagaia (avete quella di scorta, una almeno ogni tre pagaiatori?) ecc…

 

b) sistemi di traino: il corto e lungo

 

Il traino corto conviene nei fiumi attraverso la “coda di vacca”, ovvero si aggancia la cima di traino in un anello posto nel giubbotto di salvataggio, anche perché difficilmente si trovano cime di sicurezza sul ponte del kayak.

 

Nel mare è preferibile il traino lungo in quanto i kayak in genere sono carichi specialmente se si fa del campeggio nautico si arriva a molti chili di carico, quindi in caso di strappi dovuti al maroso non ci rompiamo la schiena.

 

c) metodi. In commercio esistono cime di traino in genere di due misure 3.50 o 12 mt. In acque calme si può usare la cima corta, inmare con mare formato è bene usare quella di 12 mt per evitare che in caso di surf il trainato ci piombi addosso...

 


- e) STRUMENTI

 

E ACCESSORI PER LA VOSTRA SICUREZZA E DEL GRUPPO

 

Diamo per default l’indossae l’aiuto al galleggiamento, il paraspruzzi e un abbigliamento adeguato alla temperatura dell ’acqua. Del VHF abbiamo detto come il necessario per il traino.

 

Gps: i modelli portatili ci offrono un mucchio di informazioni, velocità, tempo di arrivo, la traccia della rotta per il ritorno, i chilometri o miglia marine percorse ecc.

 

Bussola: averla non è male sopratutto se sono previste attraversate, possible nebbia, o cedimento batterie GPS, ecc...

 

Paddle float: se vi rovesciate avete la possibilità di risalire nel kayak. Il paddle float è chiuso in una estremità per non permettere di far scivolare la pagaia. Gonfiabile o rigido? Il rigido sistemato dietro il pozzetto e il gonfiabile riposto dentro il pozzetto o sotto elastico sul ponte... fate voi, ci sono mille opinioni in proposito, di sicuro può servire anche a un nuotatore in difficoltà.

 

Tappanaso: se avete fallito l’ eskimo e desiderate fare un rientro e eskimo con il paddle float o senza, un tappanaso sarà utile per non intasare le vie aeree e stanutire nei giorni seguenti.

 

Pagaia smontabile di riserva: se si rompe o si perde la pagaia, siamo in condizione di continuare. Se si mette male, vento forte o mare molto mosso, tenere a portata di mano una scottina da legare al polso e alla pagaia

 

Pompa, spugna: Non solo se pensate di sfidare Nettuno, ma per eseguire esercizi tecnic, vedi autosalvataggi, acquistate una pompa di sentina;.occorrono più o meno € 130 per la pompa, una Henderson a mano o il tipo a pedale. Per il montaggio un poco di tempo e pazienza 3/4 ore. Una buona spugna per lavare l’auto ad esempio può darvi una mano a togliere l’acqua residua che la pompa non riesce a eliminare.

Razzi: vedi sfida Nettuno, il kit costa poco e durano per 4 anni. E’ già successo di notte di

non essere visti, ma di vedere voi i soccorritori, se avete i razzi beh avete buone possibilità di tornare all’asciutto in poco tempo

 

Lampada stagna e luce frontale: se pensate di navigare oltre il tramonto, utilizzate una luce frontale per leggerela carta o la bussola. Difficile da trovare un’asta porta lampada visibile a 360°. Occhio che le luci troppo potenti possono disturbare i compagni. La stroboscopica si usa per il soccorso

 

Pronto soccorso: una confezione acquistata in farmacia con il necessario. se si fa del campeggio nautico più estesa la dotazione

 

Coltellino multiuso: nautico in acciaio inox, con pochi accessori e lama seghettata, compratelo buono subito

 

Orologio: con le lancette? E perchè? Leggete e guardate la figura sotto

 

Carta nautica della zona di costa che desiderate visitare

 

f) ESTATE - INVERNO

 

 

Indipendentemente dalle stagioni mantenere il corpo allenato attraverso jogging, nuoto specialmente per noi kayaker è importante. Dedicare dieci ore per un corso di auto salvataggio e salvataggio (rescue) presso una scuola di kayak da mare è gratificante e importante per voi e per chi esce con voi.

 

 

Estate:

 

Cappello con visiera e copri collo, tipo legione straniera, sono utili, sono in commercio cappellini che frenano i raggi solari. La maglietta di cotone non va bene non si asciuga in fretta, i nuovi materiali traspiranti sono ottimi, i primi giorni una con maniche lunghe non è da scartare, i decani consigliavano la camicia classica a maniche lunghe. Creme solari, proteggersi in base al colore naturale della propia pelle, da fattore 30 in su se si sta una giornata fuori. Occhiali da sole.
Mai a piedi nudi, se dovete scendere necessariamente su ciottoli, scogli, o spiaggia stile discarica i vostri pedi protesteranno molto sotto il peso del kayak da spiaggiare. Se siete in zona lacustre le zanzare saranno lì in zona per fare il loro festino, quindi se desiderate rovinare loro la festa sapete cosa fare. Oggetto da non sottovalutare anche con calma piatta il paraspruzzi per via dell ’insolazione delle cosce e ginocchia a meno che vi schermate con pantaloni adatti.

 

 

Inverno:

 

Premessa: in inverno a Torino, come nei paesi più al nord, si corre nei parchi, si scia, si gioca sulla neve, si sta allo stadio fermi per un paio di ore, si va in bici, si praticano insomma molti sport, quindi, perchè non uscire in kayak?

Se siete freddolosi per partito preso lasciate perdere, non continuate a leggere.
Una considerazione va fatta a favore della pratica sportiva del kayak: gli Inuit vivevano e vivono tra i ghiacci e gli iceberg e il kayak è il loro mezzo di locomozione. In passato, non molto antico, gli Inuit non avevano tutti i tessuti caldi moderni, non conoscevano il vestirsi a cipolla, sembra che sia stato il norvegese
Roald Amudsen

a inventarli per sopravvivere alla sua sventura al Polo sud.

 

Bene, se siete ancora qui a leggere vediamo di cosa abbiamo bisogno:

 

- la testa perde in fretta il calore un berretto di lana stile Costeau vanno bene, se sudate abitualmente un cappuccio stile rapinatore di banca in pile va bene, un cappello alla baleniere impermiabile va bene se piove;

- una giacca ad acqua semi-stagna o stagna, c’è una ampia offerta di mercato, o una giacca ad acqua con i polsini stagni, con sotto un bel maglione vecchio e sotto ancora una maglietta traspirante in poliestere sono ideali se uscite sul Po con poca acqua e le sponde vicine. La presenza del lattice al collo e polsini vi da garanzia di rimanere asciutti per eskimi ed esercizi di auto e salvataggio assistito. Se uscite sul lago o in mare una salopette di neoprene di 3 mm vi farà patire poco una accidentale caduta in acqua.Per chi se lo può permettere una muta stagna per kayak. L’ipotermia è il pericolo più grande se vi trovate in acque profonde e con la costa o sponda lontana anche pochi centinaia di metri. Difficoltà a respirare, possibilità di perdita della coscienza fino all’arresto cardiaco. 

 

- l’aiuto al galleggiamento deve garantire una spinta da 50 a 70 N. Le protezioni termiche, mute, giacche ad acqua devono rispettare le nuove regole ISO 15027-1 che devono garantire un tempo di protezione termica (37° - 34°), ovvero il tempo in cui la temperatura corpore passa da 37° a 34°. La tempertura corporea può scendere di 37° ai 34° in un tempo breve, con 34° la situazione non è letale ma le capacità mentali e fisiche sono ridotte. Se la temperatura corpore scende a un valore inferiore a 32° si inizia a perdere coscienza, a 26°/30° si sviene:

 

- guanti da sub da due mm sono ottimi, le moffole tengono più calde ma se devo liberare in fretta la pagaia fate attenzione al momento dell ’acquisto che siano facili da togliere;

 

- scarpe da sub, mai stivali tipo giardiniere: se si allagano sono zavorre e vi portano giù. Comodi e sicuri gli stivali in neoprene galeggianti semi-stagni oggi in commercio.

 

 

 


 


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